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Ragazzi, benvenuti nella Club-House virtuale dei Threepercenters.
Ci troverete le nostre idee, le nostre opinioni e le nostre cazzate sul mondo della moto, sui viaggi e sulla nostra vita.
Se vi venisse un desiderio irrefrenabile di inviarci commenti, complimenti o insulti,
scatenatevi sull'indirizzo qui sotto.

Ultimo aggiornamento:Lunedì 1 marzo 2010 alle 16:45:45


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2 marzo 2010
Bazooka
Rodolfo si è arruolato nei marines.
Caserma di Via Gallarate, Milano.
Tenente di picchetto, Nicola Papa.
Occhio al porto d'armi, fratello

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1 marzo 2010
Fiammetta su Paris-Dakar
Gioia di papà tuo...

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27 febbraio 2010
Le mie due
Esiste qualcosa di più bello, su due ruote?

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26 febbraio 2010
Less is More
Di Rudy 3%er
Eccomi dopo rari exploit, a scrivere un 'pezzo' per il sito, cosa non semplice, ma prendendo spunto da un post di roby paroads mi dico, che succede?
All'inizio del nostro 'viaggio insieme' incontro questi tizi strambi e dentro le nostre testoline esisteva solo LARLEI; pezzi cercati sulla baia californiana fino a tarda notte, spedizioni da 'ratto' nei garage di amici più o meno compiacenti, soprattuto io! (insomma si risparmia, a parte il Garella che cmq ringrazio per spacciarmi pezzi a prezzi quasi regalati!) alla ricerca dell'accessorio che potesse far cambiare la moto, (e dentro di me, due forze uguali e opposte tipo yin e yang mi facevano smontare e rimontare la moto, per la felicità dei nostri mecca Daniele Magni e Nicola, che nel frattempo si sono fatti l'aria condizionata nuova in casa tutto l'impianto con sto monta e rimonta), ma, cazzarola, oggi penso davvero di esser arrivato al famoso LESS IS MORE!
infatti la moto è dal mecca! :-)
Ma tornando ad hoc, che succede?
Si perchè come avete visto, si acquistano moto teutoniche bistrattate fino al giorno prima, giustificandole con un allure di "leggenda e mito" PERCHE' HANNO 20 anni o giù di lì, ogni riferimento a fatti e cose o persone è del tutto casuale, e questo strano morbo di voglia di cambiare attanaglia tutti, dal Garella sempre più pistaiolo pazzo, al Depia in fase di vendita per un tassello che fa sognare il Nord Africa e tutto l'overland, dove lui è stato in moto, anzi in harley e io no (indi sana invidia e respect, anche se poi guido meglio io) e un Mario sempre più globetrotter e meno motociclista, con la testa in un altro continente, nel cuore Viva Mexico e più in basso vabbè lasciamo stare, e un Coffetts non pervenuto ma con un panhead sul braccio forever...

Allora mi sono detto 'che cazzo succede?'
E anche io sospinto da una strana forza che mi fa tradire un pò la mia harley odiata/amata, mi metto a cercare una XL 600 LM dell'87 con il serbatoio da 28 litri per giri e viaggi che nella mia mente ci sono da tanto, alla faccia di quando si diceva un culo, una moto, una donna... (non l'ho presa la honda comunque figuratevi che pieno facevamo) ma in questo clima libertario e di totale autogestione del parco moto threepercenteresco, mi son risposto questo, prima di conoscere la ciurmaglia, leggevo di loro viaggi con moto come le nostre dette da alcuni "scaldabagno" in posti esotici, che fin da bambino guardavo sognando la parigi-dakar e dicevo 'cazzo questi tizi mi son simpatici voglio bere una birra con loro' e così fu.
Poi, il lavoro e la pressure come diceva Bowie forse ci/li ha allontanati da gite del genere, io con il mio lavoro part-time-freelance-cazzdicane non riesco mai ad organizzarmi e la presunta comproprietà della hd con il 'daddy' non mi ha mai fatto andar a cuor leggero, il Paroads detto anche Oby Won Kenobi e un motivo c'è, come ce n'è uno se io vengo chiamato Luke Skywalker (cito Depia), se n'è sbattuto ed è sempre partito!
Anzi se n'è pure andato in India, cazzo con un notaio pure!
Non si sa mai che dovesse rogitare in viaggio, e poi dicono che i notai non sono cazzuti: sono cazzuttissimi già da quanto studiano bisognerebbe sospettarlo!

In questi giorni con la stessa solerzia di mia nonna ad organizzare un viaggio, circa tre mesi prima siamo già in ansia su dove ANDARE, ma io stavolta cascasse il mondo vado eh si, con le incazzature di tutti, gli scleri e sei teste che vogliono andare a nord, sud, ovest, est e anche da qualche altra parte.
E' bello così, quindi perchè cambiare?
Perchè a volte se non puoi partire e lasciare la strada dietro di te è comunque un modo per sognare, per evadere, per farti tornare bambino e andare in quei posti che ci sono solo nella tua testa dove c'era gente strana e tu ti dicevi: 'un giorno anche io come loro', un pò Indian Larry, un pò Fabrizio Meoni, un pò tutti quelli che scendono giù accendono la moto e forse per un'ora, un giorno, o una vita partono, loro, la moto, una strada, qualche amico cose semplici.
Rudy Smaila 3%er

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25 febbraio 2010
Chiave di scorta
Una bella idea che mi ha dato l'Arrigo prima di andare in India, è stata quella di portarmi una chiave di scorta della moto.
In effetti, dopo tutta la vita in giro in moto, non avevo mai pensato all'eventualità di uno smarrimento o un furto della stessa.
Una cosa che potrebbe girarsi in una tragedia se ci si trova in luoghi come quelli dove amiamo andare noi tre.
Beh comunque me la sono duplicata ed oggi ho duplicato anche quella della R80 che per fortuna ha la stessa chiave sia per l'accensione che per il bloccasterzo.
La vostra fantasia si scateni ora, per decidere dove metterla.
Ovviamente sulla moto e non in tasca.

Work in progress
Ve lo dico subito, probabilmente tra qualche giorno il sito sarà fermo per cambiamento di Hosting.
Mi perdonerete il disagio.
Grazie agli amici del Webchapter che mi hanno supportato fornendomi subito nomi e contatti per il trasferimento del sito.

24 febbraio 2010
Chi vuole comprare la moto del Depia?
Un buon deal, e un pezzo di storia dell'Harley Davidson.
883 custom, del 2004, con circa 30mila km, marmitte screaming eagle, doppia sella, borse in pelle Wild-Hog
Prezzo, credo qualcosina più di 5mila euro.
In buone condizioni generali.
Se interessati, messaggiate il Depia qui: roberto.depiano@libero.it

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23 febbraio 2010
Del Depia 3%er
Capodanno-treffen
Parods: -Uè Depiazzoni: è rientrato Mario?
DePia: -Si l'ho sentito l'altra sera, ci si vede sabato? Facciamo da te?-
Parods: -Ok spago allo scoglio. Io esco a far la spesa e tu cucini-
Depia: -Ok SMSssa tu il Giurgiovaro e fammi sapere-
Parods: -Ah senti una cosa-
Depia: -Cosa?-
Parods: -Mhhhh, Il sale nella pasta lo metto io che tu non sei capace, ciao!-
Depia: -Vabeh lasciamo stare... e ricordati le acciugheee!- (che non compra mai,mai, mai)

Durante l'anno, compatibilmente con gli impegni di ognuno di noi, cerchiamo di vederci con una certa costanza anche se ultimamente ci si riesce sempre meno.
Ci sono però cinque serate che sono un must per il nostro gruppo e che vi elenco in rigoroso ordine sparso:

1) La cena di natale
2) Il compleanno del Parodi
3) La cena prima delle vacanze estive
4) La cena al rientro dalle vacanze
5) Il capodanno treffen

Il nome di quest'ultima serata fondamentalmente deriva dalla concomitanza temporale di due eventi.
E' la prima cena dell'anno e la organizziamo sempre a ridosso del mitico ElefantenTreffen (manifestazione a cui io non partecipo per scelta ideologica e comunista).
Questa serata è particolare sotto molti aspetti. Abbiamo ancora addosso lo spirito piacioso delle vacanze natalizie, c'è sempre qualcuno del nostro giro che sta organizzando la spedizione verso le terre di Gemania (anche se poi non ci va mai), è inverno pieno e davanti ci si pone tutta la primavera e l'estate.

Il rituale è quasi sempre lo stesso.

Il Parodi passa a fare la spesa al mattino. Io vado da lui verso le 19.30 e iniziamo a cucinare il condimento degli spaghi.
Giovanna prepara l'antipasto a base di salumi e mozza di bufala e Roberto gironzola per casa con il bicchiere in mano. A volte prepara la tavola.
Anche se a ranghi ridotti si stappa subito la prima bottiglia di sciampagnino e partono le chiacchiere.
Questa è la fase della serata che amo.
Si chiacchiera pacatamente mentre si pulisce il pesce, si cucina il sughetto e si imbandisce la tavola. Con Donna Giovanna, sotto la stretta supervisione del Parodi, si parla di cose di famiglia.
In passato sul mio stato da single e sulle morose, ora sui miei due amori: la mia compagna Arianna e mia figlia Beatrice (che rigorosamente si ammala ogni volta che organizziamo una cena comprese le edizioni di primavera ed estate).

L'appuntamento con gli altri è fissato alle 20.30.

Solitamente alle 20.45 Mario chiama per dire che sta arrivando. Si scusa per il piccolo ritardo ma purtroppo ha incontrato una manifestazione addestratori di elefanti indiani che incazzatissimi per la scarsa qualità della paglia a Milano con elefanti a seguito avevano bloccato corso XXII Marzo: "Comunque non è problema avevamo detto alle 9 giustooo? Anzi fai una cosa visto che nel giro di pochi minuti sono li (almeno 30 di solito) inizia ad aprire la porta".

Il Cofetts arriva sempre puntuale (alle 9), visto che è stato Mario a dirgli a che ora ci si vedeva.

Rudy presente come al solito, se non è in giro per lavoro o sta registrando un film con Jerry (quello di Tom e Jerry).

Il Garella non si sa fino all'ultimo se ci sarà. Ha detto di si, ma alla fine magari ci scappa una conference call multipla in pro casting web under nikon 2210 con il primo ministro del Salcazzistan e ciccia non riesce venire.

Ore 21.25.
Ci siamo tutti, la cena ha inizio... nella prima mezz'ora partono almeno 3 bozze di vino e una gioia incontrollata divampa nei nostri cuori!

Ore 23.00.
Satolli e felici come il totip, ci si piazza sul divanone di casa Parodi.
Qualcuno fuma una sizza sulla terrazza, altri si intrattengo in chiacchiere politicosocialisfighevariemotociclistiche e come da Santoro su raidue di parla in 23 alla volta e ognuno dice cose a vanvera verso interlocutori casuali.
I più infami catturano anche i bambini e li obbligano all'ascolto.
Alcuni raccontano come sono bravi ad andare in moto anche alla piccola Fiammetta, che felice annuisce porgendogli una bambola della Barbie.
Ore 23.15.
In pieno marasma e mentre il tono della voce è lievitato alla pari della nord durante il derby, parte l'ora del condor!
Il Parods: "chi vuole ancora un po' di vino? Oh ragazzi a proposito io quest'anno in primavera vado in ..."
Ore 23.16
Mario: "Dove dove???"
Ore 23.17
Depia: "Scusa non ho capito?"
Ore 23.17
Parods: "Vi faccio vedere così mi spiego meglio"
Ore 23.18
Sul tappeto del Parodi si materializzano almeno tre diverse carte geografiche. La prima è turistica con indicazioni generiche, la seconda è un dettaglio della zona stampata da Internet la terza è una carta militare satellitare con il marchio TopSecret stampato sopra che ha appena ricevuto da un nuovo amico che lavoro nei servizi e che ha conosciuto chiattando su un sito internet di chitarra.
Ore 23.30
E' iniziata la giostra...
Epilogo
Il Parods sondata la fattibilità e la nostra convinzione durante questa cena deciderà nel giro di poche settimane se deliberare ufficialmente il viaggio.
In caso di scarso "appeal" da parte nostra, se ci tiene molto a farlo, nel giro massimo di un mese sarà organizzata una nuova cena dove ci presenterà un suo nuovo carissimissimo amico con cui ha deciso di fare il viaggio visto che "noi l'abbiamo purgato"
E' sempre bello il Capodanno-treffen a casa THREEPERCENTERS.
Il Depia 3%er

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I Threepercenters fondatori e qui sotto, otto anni fa...

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22 febbraio 2010
La MIA Harley
Oggi porto l'Harley da Nicola (Moto&Moto, via Gallaratese) per la doverosa visita post viaggio in India.
Confesso che, con l'arrivo dell'R80, la piccola è stata un po' trascurata ma anche il Magnus ci ha messo del suo.
Il nostro grande amico meccanico, da gennaio in poi, non ha ancora avuto un buco libero e la settimana scorsa è stato costretto a cedere il passo.
Per fortuna Nicola è un grandissimo esperto di 1340 (credo il migliore su piazza a Milano) oltre ad essere un amico anche lui.
L'unico punto a sfavore è la lontananza dell'officina (per lo meno per me: in fondo a Corso Sempione, Viale Certosa) che mi obbliga a rientri scomodissimi dopo avergli portato la moto...
Durante il viaggio la Bombolona, nonostante la durata e l'impegno del trip, ha performato alla grande registrando solo piccoli inconvenienti:
a) leva frizione spaccata (e preciso, non in viaggio, ma per colpa del goffo imballatore indiano che l'ha fatta cadere mettendola nella cassa)
b) filo del circuito luci usurato dal tempo e dall'uso (situato sul punto di piegatura sul canotto dello sterzo), che dopo anni di rappezzamenti fatti dal sottoscritto, richiede la sostituzione dell'intero cavo
d) una pulita e riserrata al filtro aria che a metà viaggio colava un po' di miscela olio benza
E già che ci sono, periodico cambio olio e filtro olio con l'immancabile 20-W-50
E' in arrivo anche la gomma posteriore Avon MKII, che monterò tra poco.
La cosa incredibile è che la gomma anteriore (stessa marca, foto qui sotto) ce l'ho su da una vita e ha ancora una scolpitura eccellente (non vi dico quanto altrimenti poi i soliti puristi dicono "ma cosa fai, cambia 'sta gomma" e mi tirano la sfiga)
Sono più contento del solito, di fare questo lavoro. In realtà sono solo lavoretti, ma nella mia mente è come prendersi di nuovo cura della mia vecchia ed amata Harley, che è sempre stata nel mio cuore, nonostante l'arrivo della tedeschina e delle tante giornate di pioggia e neve che hanno limitato l'uso di entrambe.
Bentornata, vecchia mia!

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21 febbraio 2010
Novegro
Anche quest'anno non potevo mancare alla tradizionale Mostra Scambio di Novegro (vicino a Linate, per i non milanesi)
E' la cosa più simile a uno swap-market che possiamo vantare in Italia.
Dico subito che di macchine ce ne sono ben poche: è il trionfo delle moto e visto che in Italia, avendo noi tonnellate di Guzzi, Benelli, Aprilia, e migliaia di moto da cross, non possiamo che offrire un rugginoso ma affascinante parterre di queste tipologie motociclistiche. Tuttavia i crucchi sempre più spesso ci mettono lo zampino con le loro BMW , anche d'epoca, e da un paio d'anni si fanno avanti timidamente anche alcuni banchi con vecchi pezzi Harley.
Non è l'evento dell'anno, ma un po' di soldi riesco sempre a buttarli: qualche attrezzo , qualche adesivo, un libro (ci sono molti banchi di editoria usata, e riviste), addirittura un vecchio bastone da passeggio tirolese.
E' l'atmosfera e la ruggine, che mi attraggono.
Le moto, o spesso i fantasmi di quello che erano, buttate in un angolo, messe giù male o lustrate per l'occasione, le casse piene di vecchi pistoni o di pezzi indefinibili. Residuati militari, cappotti, stivali da cross, pneumatici, batterie e diavolerie per risolvere ogni problema meccanico.
Il tutto ammantato in un profumo di salamino alle cipolle che grava sulle zone più vicine ai camioncini dei piadinari.
Insomma. Un posto dove spesso non si trova poi quello che si voleva, ma che non lascia mai insoddisfatti.
Se siete amanti della ruggine.
Del resto, rust never sleep, come diceva Neil Joung...

20 febbraio 2010
Quando due moto si parlano...
Del nostro amico Dario
Leggo divertito quello che Roberto ci scrive sulle "schegge negli occhi di motociclisti cazzuti e sfrangiati....", senza, lo dico subito, credergli neanche un pò.
Non ci venga a raccontare infatti che, dopo essersi (fortunatamente) accorto da tempo delle epiche battaglie che coraggiosi guerrieri coperti di patch combattevano a spese di povere salsicce sterminate all≠ombra di gazebo maleodoranti e averne fatto, spero non nell'esclusivo interesse di quest≠ultime (le salsicce), motivo a sua volta di ancor più epici scontri con i dealer di mezza Italia; ha consapevolezza solo ora di quanto scrive !!!
In realtà tra figli di papà, costretti dagli eventi a occuparsi della tenuta del proprio posto di lavoro, piuttosto che di quella dei pneumatici in curva, e motard impegnati in una lotta impari con colesterolo e trigliceridi (....salsicce e birra non rientrano propriamente negli alimenti consigliati dal Prof. Veronesi), il panorama degli utenti HD è da tempo diventato, con buona pace di pochi, soggetto di barzellette sul modello di quelle sui carabinieri (la Fedelissima mi perdoni).
Il fatto è che Roberto, di cui sono amico in-conosciuto, ama veramente le moto e tutto l≠universo che ci si muove intorno e quindi, lo si legge tra le righe, ha vissuto e vive con sincero dispiacere, quasi con dolore, la mutazione di un mondo che ha alimentato i suoi sogni; per questo ha cercato e trovato altri ≥....due cilindri per il suo cuore≈, sentendosi magari un pò in colpa, come quando sai di aver tradito la fiducia di qualcuno che la meritava e a cui avevi giurato eterna amicizia o amore.
Mi permetto allora di dargli un consiglio:
- Non preoccuparti Roberto, qualcuno mi ha confidato che Bombolona e R80 si sono parlate e tra di loro stanno imparando a conoscersi e che tra qualche tempo ci sarà tra loro una certa, nuova confidenza, qualcosa di cui tra poco, come sai bene, ti accorgerai; perché, come accade alle amanti-amate, le motociclette, quelle che piacciono a noi, lentamente ma inesorabilmente modificano il loro carattere plasmandolo sul nostro, fino ad essere le ≥nostre≈ motociclette......per accoglierci, per accompagnarci, per farci felici.
Dario

19 febbraio 2010
Novegro? domani, và...
Adesso ditemi cosa bisognerebbe fare in una giornata come oggi
Esco di casa e arrivo in ufficio zuppo. Adesso guardo fuori sconsolatamente pensando a che maledetto clima dobbiamo subire!
Dovevo essere a Novegro, per l'apertura della mostra scambio di moto d'epoca e invece niente. Immagino che sia una fangata tipo trincea sull'isonzo...

18 febbraio 2010
Non abituatevi
Vi do un aggiornamento sulle attività più o meno clandestine dei trepercentuali.
Sulle motociclette, of course....

  • Le cazzate del Parodi le conoscete: a proposito, si verifica un paradosso. A Milano ormai ci sono talmente tante Harley che non ci si caga più ai semafori ne agli incroci. Per di più, come ben sapete, le HD sono le moto peggio "guidate" del capoluogo e, se ventanni fa alla guida trovavi il cumenda o lo sbruffoncello col papi danaroso e coll'avviso di garanzia, oggi se ne vedono di tutti i colori, visto che con 4/5000 euro ti togli il gusto di entrare nella "esclusiva"(??) famiglia delle Harley e puoi andare in giro facendo finta di essere un motociclista cazzuto e sfrangiato.
    Insomma, la "scheggia" negli occhi dell'arlista medio a Milano si scorge a fatica e, insieme a lei anche il senso esclusivo di appartenenza ad una schiera di presunti motard originali che avevano fatto una scelta in contro-tendenza.
    I tempi cambiano e mentre a milano una moto su tre è una HD, piuttosto mi è capitato di scambiare il saluto con un paio di R80 d'epoca, come la mia, oggi ben più rare sulla strada. Moto alle quali non si arriva per il gusto della figata o dello sbruffo, ma dopo una ricerca meticolosa e un necessario restauro, che include sensibilità al mezzo certo superiore a chi si spara in concessionaria con il libretto assegni incandescente.
    E qui chiudo la mia parte.
  • Il Rudy, invece è sempre in forma tra programmi televisivi (In Viaggio con Papà, Antenna Tre) e serate rock con gli Smaila's, e qualche settimana fa, dopo un tremendo giro ghiacciato nella bassa, di fronte a un ricco piatto di agnolotti al sugo di brasato si apriva con noi esprimendo il desiderio di a) vendere la heritage e prendere una fat boy, b) vendere la heritage e prendere la nuova sporty, c) mettere le mani sull'heritage.
    Dopo alcune riflessioni apprendiamo con gioia che il customizzamento della nera e raffinata Heritage, è finalmente iniziato.
    Il nostro Rudy la sta spogliando come fosse Dita Von Teese e aggiunge tocchi accorti come una borsa WildHog al posto delle inguardabili borchiate, una sella di Luca e una sorpresa in vista sul manubrio.
    Ci stiamo consultando per il montaggio di un carburatore al posto dell'iniezione: a questo proposito mi sembra che ci sia ancora spazio di discussione e suggerimenti saranno graditi (il mio è quello di restare sull'iniezione, benchè tutti sappiano come la penso sul carburatore etc, ma se una moto è nata in un certo modo, come motore, soffro sempre un po' a modificarne le caratteristiche primarie).
    La fase custom è quindi il piena attività, complici le fredde serate invernali e i Threepercenters - come i Sinners - passano le nottate in garage con le canzoni di George Thorogood e Muddy Waters, a martellare, aerografare, e saldare parti più o meno performanti (ovviamente non è vero, ma ci stava bene).
    Il piacere innato di trasformare un oggetto secondo i propri gusti, forse già sapendo che sarà per pochi mesi, ma seguendo il proprio sogno e l'ideale di un mezzo che ci assomiglia sempre di più.
    La moto è la tua, sempre lei, e cerca di starti dietro nello slalom della tua mente, dannatamente kustom.
    I leggendari Mario e Depia, seguono a distanza, immersi in problematiche e opportunità tipiche dei grandi sviluppi familiari.
    Solo apparentemente la moto non è nelle loro priorità, ma la loro mente lavora instancabile in un mega progetto biker.
  • Il Mario sta meditando la vendita in blocco del parco moto (lo sporty grigio 1200 e la impresentabile BMW R1150R) per l'acquisto di una misteriosa moto (una Guzzi o una Triumph o una Harley???) da trasformare in un mezzo tanto illegale quanto sexy, con il quale poter attraversare l'atlantico e giungere in Messico per far tappa sulle calde coste caraibiche.
  • Il Depianaccio invece potrebbe scambiare la 883 con una BMW d'epoca, attratto dalle facilitazioni fiscali e dallo spirito selvaggio del tassello.
    Per entrambi, il progetto (o il sogno) dovrà vedersela con la dead-line di maggio, quendo partiremo per il prossimo viaggio trepercentuale.
    E ci sarà da ridere.
  • Il Coffettone è bloccato da neve e gelo in quel di Bergamo, e sue notizie non sono pervenute tranne che nel tempo libero dallo studio di commercialista, fa la gavetta presso un grooso distrubutore di benza sulla Mi-Ve dove lava i vetri e controlla la pressione delle gomme ai clienti.
  • Schiarite ci giungono dal Garella, che come un fulmine a ciel sereno, ieri mi comunica la vendita della Buell!
    Dopo i miei complimenti e l'augurio di una pronta redenzione, Luca purtroppo mi informa che ha acquistato una seconda Buell, con il doppio di cavalli per meglio girare sul circuito dove ormai passa ogni suo momento libero.
    Gli vogliamo bene lo stesso, ma lo aspettiamo al varco, quando dovrà muovere il culo (e lo spirito) per viaggi veri, su moto vere e verso mete vere: siamo sicuri che non ci deluderà.
    Basta che non glielo diciamo prima, e lo rapiamo la mattina stessa, sotto casa...

    Beh, ragazzi, rileggendo quanto scritto, mi sembra che dire che il gruppo ha preso una deriva zingaresca è dir poco: BMW che vanno e vengono, moto da circuito, ragnatele nei garage e atti di vendita che manco fossimo all'ACI.
    Mi sovviene una domanda: ma dove stanno andando i Threepercenters?
    Ci penso un po' prima di rispondere, perchè la risposta non la so.
    Il tempo e la vita mettono alla prova lo status e le abitudini, e spesso anche cose che sembravano inossidabili e insostituibili finiscono per modificarsi.
    Tutto quello che non ha valore, o non lo ha più, si offusca piano piano.
    Il tempo è come un'onda sulla spiaggia, che porta sabbia e la riporta subito via. Ogni ondata è un granello in più o in meno che cambia la forma della battigia.
    E' giusto opporsi a questo?
    Non credo proprio e non credo neppure che servirebbe.
    Una cosa noi l'avevamo indovinata, già dall'inizio, degli anni duemila o giù di lì, quando ci siamo incontrati e abbiamo incominciato e girare insieme: non scriviamo nulla sul granito, non stabiliamo limiti, non incateniamoci a nulla.
    L'avevamo già capito tanti anni fa ed è successo, come era ovvio.
    La nostra amicizia e il piacere di stare insieme e di viaggiare, non poteva essere preda di loghi, marche o posizionamento di cilindri.
    Eravamo già troppo insofferenti e liberi per farlo, e per fortuna non l'abbiamo fatto.
    Avevamo capito che, proprio come bisogna lasciar libero chi si ama, anche per il nostro club, l'unica via era la libertà totale.
    E quella continueremo sempre a seguire.

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    La foto il B/N è tratta dal blog "Springa", che merita una visita. Qui sotto...
    http://oldspringer.blogspot.com/?zx=1627f03f0371c3e9

    17 febbraio 2010
    Complimenti: Buell'acquisto...
    Cosa si può dire ad un amico che ha appena comprato una Buell Lightning la cui sigla che segue è di fatto un codice fiscale?
    "Il guaio ormai è fatto" è la prima frase che mi è venuta in mente, ma visto che non sono tipo da recriminazioni, mi sarebbe piaciuto mettere insieme qualcosa di rassicurante.
    Che so: beh dai, fa bene le curve (considerato che è più alta che lunga), frena bene (ha un disco che è grosso come la ruota), anche i brevilinei toccano bene (si e all'occorrenza puoi metterti la motoretta in tasca).
    Stavo per dirgli che era bell... si cioè, che era una moto bell....
    Ok, era abbastanza carin...
    Insomma, sono riuscito a dirgli che comunque l'importante era che lui fosse soddisfatto...
    Se qualcuno di voi mi sa dire un motivo per comprarsi una Buell, me lo faccia sapere.

    16 febbraio 2010
    Spaccate
    Dopo aver sentito questo pezzo come si fa a non salire sulla moto e mandare tutti affanculo?

    Ok, almeno per un pomeriggio....



    15 febbraio 2010
    Tradizionale periodo di stanca sul sito
    Amici, non prendetevela, io sono metereopatico.
    D'inverno vado in modalità depressione-meteo e non mi viene da scrivere un cazzo.
    Poi, cerco di lavorare un po' di più per compensare i periodi di grandissimo cazzeggio tipici della primavera e dell'estate, complice il bel tempo e la mia motoretta.
    Per essere onesti dovrei dire "le " motorette, infatti come sapete da un paio di mesi mi sto dividendo tra la mia intramontabile BOMBOLONA e una BMW R80 G/S Paris Dakar.
    Beh, tra il tempo di merda e il fatto che questa seconda bambina non viene da Milwaukee, anche il vecchio sitaccio ne ha risentito.
    Ma oggi pensavo che è una cazzata.
    Insomma, ok il tempo, però perchè questo imbarazzo a parlare di moto che non siano Harley?
    Voglio dire: non è cambiato nulla nel modo che ho di andare in moto:

  • Continuano a stami ENORMEMENTE sulle palle i BMWuisti con il cascone modulare che gli alza la testona come Lancillotto,
  • continuano a starmi sulle palle le moto che sono un DELIRIO di ELETTRONICA (tra le quali includo sia le BMWGS che le Electra Glide ULTRA senza più neppure il cavo dell'acceleratore).
  • continuano a starmi sulla palle i fighetti della domenica che non sanno neanche dov'è l'astina dell'olio ...
  • ...e i Wanna-Be che si travestono da motociclista, sia indossando un gilè di pelle e borchie che i giacconi tecnici/termici grigio azzurri del Visconteo.
    Insomma, non è cambiato assolutamente nulla con l'ingresso di questa vecchia signora di 24 anni, con i suoi quarti di nobiltà e i tacchetti alti come quelli di Nesta.
    Certo, c'è una cosa con cui ho dovuto fare i conti: il concetto di mono-moto, che ovviamente adesso è disatteso.
    Non è stato facile, in effetti, ma alla resa dei conti, la situazione è molto più vivibile.
    Per gente come me che vive in moto, ogni fermata dal meccanico è fonte di apprensione e di ansia.
    Si è costretti ad aggirarsi a piotte o ancor peggio, di dover ricorrere alle sardomobili (ancorchè io disponga di una eccezionale Volvo Polar bianca del 1992, che mi fa godere anche solo a guardarla).
    Resta il fatto che ora il problema della sosta forzata non c'è più!
    Esco di casa e ho due moto a disposizione, anzi, per ora la cosa non si è ancora verificata visto che il SIGNOR MAGNI non si è ancora degnato di riparare la povera RKing, a cui manca mezza leva della frizione, ha la gomma posteriore con 30mila km e un paio di cavi strappati che ne rendono inservibile l'impianto luci.
    Insomma, voglio dire: chissene frega: i Threepercenters non sono mai stati dei rigorosi e dei puristi, abbiamo sempre fatto esattamente quel cazzo che ci pareva e infatti nessuno di loro ha obiettato sul mio acquisto della R80.
    E allora continuiamo così: forse sarà solo un attimo, forse tra sei mesi la venderò, magari dopo il primo viaggio in africa, se mi lascerà a piedi o se non riuscirò a "farla mia" come ho fatto con la HD.
    Non lo so davvero, ragazzi: so solo che l'importante è che - comunque - si continui sempre ad andare in moto.



    Aggiungo un paio di righe che ho scritto sul forum di quelli dell'Elica, un gruppo di fanatici (più a meno: molti hanno anche harley) delle BMW ed in particolare di quelle che loro chiamano "obsolete", cioè le vecchiette come la mia.

    **
    A chi mi chiedeva il paragone R80 - harley, non mi sento ancora di "sparare" sentenze sulla PD
    Aspetterei il prossimo viaggio almeno.
    Per il momento, il fatto che la HD sia ferma in garage e da un mese usi solo la R80 mi pare essere il più esaustivo dei pareri.
  • In città non c'è paragone: la guidabilità è superiore
  • La leggerezza (sento che se dovessi impantanarmi, questa la tiro fuori anche da solo. La HD, no: 350 kg)
  • Enormemente più comoda la seduta (300+300 km fatti in un soffio: con l'HD sei ingobbito e "resisti" di più all'aria)
  • Questa salta sui marciapiedi e fa scartare le vecchiette nei portoni sacramentando, scatta bene ai semafori
  • Capiente la borsa (dx) krauser.

    Tra i minus rispetto alla mia harley,
  • ci mette un po' a scaldarsi con sto cicchetto dell'aria che è un po' una palla, poi sti rubinetti della benza con sto cazzo di apri e chiudi
  • il numero di giri, sempre piu alto di quello che (secondo me) dovrebbe
  • Poco spazio sotto sella
  • Solo una posizione consentita per le gambe (nell'HD le allungavo a piacere)
  • La leva marce primitiva (vuoi mettere il tacco e punta della Road King???)
  • Il consumo: la mia HD a 110km/h fa 20 km con un litro. Questa non l'ho ancora capito ma mi pare di meno...
  • Affidabilità? (ignota per il momento, ma ho la spada di damocle dell'età che mi impensierisce. La mia harley ha 12 anni, nel pieno della vita...)
  • La gomma anteriore da 21, poi mi sembra piccolissima in confronto a quella del road king che spacca i muri, ma questo è una caratteristica generale delle enduro.
  • E poi manca il fascino di una Harley, forse più "popolare" di quello piu raffinato di una PD, ma comunque l'attrazione magnetica di una HD , la mia pur bellissima PD, non riesce ancora a crearla.<br


    25 gennaio 2010
    Aspettando il tagliando
    del nostro amico Davide Fiore
    Ieri, con la mia nuovissima moto da vecchio, mi sono recato dal concessionario presso cui l≠ho acquistata, che mi ha trattato bene sia in termini di serietà dimostrata sia per la chiarezza nei prezzi, e se poi ci aggiungiamo che ci sono due ragazze notabili che ci lavorano, il cerchio si chiude.
    Ero li per fare il primo tagliando: essendo la moto in garanzia ho dovuto infatti abbandonare il mio meccanico di fiducia e passare al dealer .
    Non avevo piu' a che fare con un dealer da circa dieci anni, da quando cioe≠ la santissima nonna Chicca mi diede una mano a comprare la moto dei miei sogni tardo-adolescenziali, la sempreverde 883 ( io ci misi si e no i soldi per le marmitte, lei il resto.... grazie ancora nonna!).
    La concessionaria di allora era la stessa di dove mi trovavo ieri, ed è anche quella dove il secolo scorso il buon Parodi ha acquistato la sua bombolona.
    Sapendo che avrei dovuto attendere tutto il pomeriggio, mi sono seduto nella sala d'attesa, ho tirato fuori il mio lap-top, ed ho cominciato a lavoricchiare un poco.
    Non so se a qualcuno è mai capitato di passare del tempo nel medesimo luogo, magari in disparte, senza farsi troppo notare, non avendo altro compito se non quello di osservare il via vai di persone, i loro volti, i loro abiti, i loro gesti: è una cosa che, se si ha un minimo di cognizione di causa, può far riflettere.

    Il resto sul Guestbook

    18 gennaio 2010
    Via Craxi
    Dal sito Italians, un mio scambio di idee con Beppe Severgnini, a proposito del Bettino nazionale, a quanto pare in dirittura di beatificazione.

    Italians di Beppe Severgnini

    (dalle mail di risposta che sto ricevendo, mi sembra che siamo in molti a pensarla così...

    Dico solo due parole perchè questo non è un sito di politica ma di passioni.
    Le dico perchè tra l'altro noi Threepercenters, nei nostri giri in africa, ci siamo pure capitati ad Hammamet dove come tutti sanno, il famoso Bettino nazionale riposa in pace. Amen.
    Amen, appunto.
    E allora che bisogno c'è di resuscitarlo? Perchè le nostre istituzioni devono oggi attribuire riconoscimenti pubblici ad un LATITANTE (sia chiaro, non un esiliato) condannato in contumacia da un tribunale di quello che voglio ancora credere essere uno stato libero e democratico?.
    Perchè il cittadino italiano deve ricordare un cognome che è e sarà sempre il simbolo delle ruberie e di un modo di fare politica che ancora adesso è un sinonimo di malcostume.
    E poi una domanda:
    a chi è che è venuto in mente di riabilitare questa persona?
    Cos'è stata, un'onda popolare? Un'insurrezione a furor di popolo? Un sentimento condiviso come il "Santo Subito" di Papa Woitila?
    Nossignore, di questo qui, oggi non frega niente a nessuno e meno che meno agli italiani, a chi lavora, alle persone comuni che dai governi di quegli anni hanno ricevuto solo una montagna di debito pubblico di cui ancora oggi portiamo le conseguenze.
    No, questa riabilitazione è un'idea della classe politica, ansiosa di sdoganare sè stessa attraverso il nome di quell'uomo, e come al solito, totalmente autoreferenziale e distaccata dalla gente normale.
    Con una Via a Craxi o pagliacciate simili, diamo la possibilità a tante persone di uscire fuori dai polverosi e oscuri dimenticatoi dove si erano nascosti, rivendicando le proprie amicizie con i ladri e i disonesti dell'epoca, tutti perdonati dal colpo di spugna di un buonismo imperante.
    Che politici di merda che abbiamo (e che avevamo).

    Forse ce li meritiamo ed è giusto così, ma solo di una cosa sono certo, che se qualcuno ha ancora un minimo di senso comune e di purezza d'animo, so che quella targa - ovunque l'attacchino - durerà poco.
    E adesso chiudo la parentesi, e godetevi le foto del Bike Show di Verona


    16 gennaio 2010
    Verona Bike Show: io cero, ma per un pelo non tornavo a casa
    Ci sono andato una mattina di sabato, fredda come una insalata russa appena tolta dal frigo
    Innanzitutto ringrazio tutti quelli che mi hanno fermato in fiera per un saluto una birra e una foto, e hanno voluto farmi sapere cosa pensavano del libro e dei mie viaggi: grazie ragazzi, è bello sentire che le mie sensazioni sono arrivate fino a voi.
    Comunque spero che i puristi dell'harley non me ne vogliano se a Verona ci sono andato con l'R80 G/S: devo impratichirmi un po' anche con questa nuova bambina entrata in famiglia e infatti ho iniziato subito con una bella cazzata, che mi accingo a raccontarvi.
    Dopo essermi goduto la fiera, in autostrada all'altezza di Peschiera sento il classico sintomo di moto che va in riserva. Giro entrambi i rubinetti (si, ne ha due, alla faccia di CEREGHINI) sotto la panciona da 33 litri della Dakar, ma la moto dopo qualche esitazione, non accenna a riprendere i giri.
    Accosto preoccupato.
    E' la prima "pseudo uscita" con la Dakar e non ci capisco ancora molto. Allora per prima cosa guardo i rubinetti: che pirla, ero "già" in riserva e li ho girati sul "pieno". Quindi, sono a secco.
    Il cielo inizia a scurirsi e la temperatura cala come se fossimo a Helsinky.
    Primo distributore a 11 km, prima uscita a 15. Cazzo faccio?
    Prima di tirare fuori il telefonino e chiamare il soccorso stradale come avrebbe suggerito mia mamma, cerco un'alternativa.
    Individuo un pertugio e mi calo giù da una scarpata piena di rifiuti e fango, scivolando e scarligando con i Camperos, ed usco dall'autostrada incominciando subito a importunare gli automobilisti che passavano ignari su una oscura comunale tra Peschiera e sa-il-cazzo-dove.
    L'unico che mi offre un passaggio è un pulmino che porta gli handicappati e i vecchietti, i quali, vedendomi li incasinato sono già eccitati per il diversivo.
    Peccato che l'autista dice che prima deve accompagnarli TUTTI a casa prima di passare dal benzinaio. Declino l'offerta a malincuore ma poco dopo una donnina mi raccoglie (con una notevole dose di coraggio, riconosco, ero un uomo vestito di nero e faceva già buio) e mi porta al primo benzinaro. Che però è solo self e io necessito di una tanica o simili.
    Per fortuna vedo un invitante cassonetto e dopo un dieci minuti di ispezione ne riemergo con una bottiglia da 1,5 litri di Uliveto, che riempio finalmente del verde fluido vitale.
    La donnina mi riporta anche indietro, non prima di aver ricevuto in premio il resto in benza dei miei 5 euri, e in 5 minuti sono di nuovo in moto, verso casa.

    MORALE:
    Meno male che nessuno di voi, amici che siete venuti a complimentarvi con il sottoscritto per le mie presunte doti di motociclista e viaggiatore audace e competente, mi ha visto laggiù, mestamente fermarsi ai lati dell'autostrada privo di benza come l'ultimo degli sbarbati.
    Ma la lezione è sempre quella, e vale sempre: quando pensi di essere un figo... beh, quello è il momento di darsi una calmata.

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    15 gennaio 2010
    Il prossimo viaggio Threepercenters
    Avevamo in programma questo o i Castelli della Loira

    kazzstan.jpg:

    14 gennaio 2010
    Radio24
    Ieri alle 10.30 sono intervenuto a Melog, su Radio24, per un'intervista sulla moto e relativi annessi e connessi.
    Stavo spaccando quando mi hanno segato il tempo.
    Un coitus interructus...

    Cmq potete sentire la performance qui
    http://www.radio24.ilsole24ore.com/listatotalearticoli.php?dirprog=Melog%202.0
    (Italiani motofili, 14/1/2010)
    Finchè non lo tolgono. Io sono a tre quarti del programma.
    radio24.jpg:

    10 gennaio 2010
    Fango
    Con tutta 'sta pioggia del weekend, mi è venuto in mente il fango rosso dell'africa

    pd fango.jpg:

    8 gennaio 2010
    Wet Wet Wet
    Se uno non vuole bagnarsi, è meglio che vada in macchina.
    motopioggia2.gif:
    Peccato che però una quantità di motociclisti, questo concetto non l'abbia ancora metabolizzato. E sapete di chi è la colpa? Di chi ha come missione il fatto di farci viaggiare sempre più comodi, più caldi, più asciutti e con il culo più morbido. Di crearci una dipendenza all'evoluzione tecnica, che in molti casi diventa morbosa. La colpa è degli scooteroni grandi come bi-locali, delle copertine per le gambe, delle moto a tre ruote, di quelle con il tettuccio e di quelle che si possono guidare senza casco. Insomma, di tutti quegli ammennicoli che hanno la presunzione di rendere la moto un surrogato dell'auto.
    Ecco perchè a me fanno incazzare "quelli con la moto grigio metallizzato". Io li chiamo così perché quel colore è quello che mio padre ha sempre scelto da 40 anni per le innumerevoli Lancia, passate in famiglia. Chi compra una moto di quel colore, potete star certi che è incline all'elettronica, e ama le trovate d'avanguardia, i dispositivi e il comfort. Uno dice Ok, ma a te cosa cavolo te ne frega? Basta che si vada in moto, no? E molti moto-turisti "metallizzati" ci vanno, spesso moto più degli arlisti. Certo, certo ragazzi. Ma andare in moto non basta, perchè andare in moto è come "andare in vacanza": c'è modo e modo di farlo.
    Lo si può fare chiusi in un blister asettico passando da un 4 stelle ad un altro, oppure immergendosi della natura, fermandosi a respirarla e sedendosi sul ciglio della strada a mangiare ciò che ci vende un misero baracchino locale. Se ci pensate, con la moto è uguale: la si può vivere facendosi attraversare dall'aria, dal solleone e dalla pioggia, sentendo il rumore e le vibrazioni del ferro al quale siate aggrappati, oppure chiudendosi le zip e gli integrali, ascoltando la musica nell'interfono e godendo del tepore delle manopole riscaldate e della copertina per le ginocchia.
    Io credo che volare in autostrada a 160 km/h con un occhio al GPS, è ben diverso che affrontare una remota provinciale, e cercare di farsi intendere da un pastore o arrangiarsi con la benzina da filtrare con una calza e bussare a casa di qualcuno per potersi riparare durante una pioggia improvvisa. Immergersi totalmente nel viaggio, cambiare programmi, fermarsi una notte a dormire in casa di qualcuno, vivere le esperienze che l'itinerario ci offre, curare un vecchio motore, che ogni tanto ha bisogno di un rabbocco d'olio o di una stretta ai bulloni. Conoscere la gente e dipendere da loro per un po' di benzina, una indicazione sulla strada, un riparo o un fuoco per asciugarsi.
    Non dico che si debba essere Easy Riders (il rischio sarebbe quello di incontrare un red-neck e beccarsi una schioppettata nella schiena), ma vivere la vostra moto si può, con un po' di coraggio in più, e molti pensieri in meno. Solo così, davvero, diventeremo viaggiatori e non turisti, solo così conterà il viaggio e non la destinazione, solo così, finalmente correremo il rischio di diventare motociclisti, e non proprietari di moto


    6 gennaio 2010
    Befana Venefica
    Visto che ero in piedi dalle otto per far ripartire la caldaia in blocco, mi son vestito, sono saltato sulla Harley e sono andato alla befana benefica, in duomo, a veder un po' di moto.
    Chissà perchè bisogna sempre inserire qualcosa di benefico nei giri in moto. Sembra che debbano sempre esserci regali da portare, soldi da dare, beneficenza da fare. Ma chissene frega: non si può fare un giro senza scomodare la coscienza, le onlus e i vecchietti del cottolengo? Credo che al 99% della gente intervenuta non poteva fregar di meno, me compreso, probabilmente.
    Comunque: l'anno scorso nevicava alla grande mentre oggi il tempo non era affatto male. Il Duomo era zeppo di ogni genere di motorette, con qualche harley come piace a me tipo, il Dyna di Donato, quella di Ale Piazza verde militare e con il cambio a forma di bomba a mano, quella Nicola Papa con gli scarichi bianchi, qui sotto fotografate.
    Grande presenza di Vigili in moto, Poliziotti e addirittura centauri della polizia Penitenziaria, tutti con inspiegabili mega-caschi(vedere sotto), ma comunque ne è risultato un bel giro cittadino condito come sempre, oltre che dall'ottimo vin brulè, anche dalle inutili sgasate e dagli irritanti burn out di arlisti poveri di spirito e japs ormai sul viale del tramonto, che probabilmente avevano bisogno di un'iniezione di autostima.
    Tutto qua, passo e chiudo.

    IMG_4248.JPG:

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    1 gennaio 2010
    Mattina
    Come da molti anni a questa parte, anche stamattina la prima cosa che ho fatto è stata farmi un giro in moto.
    Ma tanto vale dirlo subito, non me lo sono fatto sulla mia vecchia Harley.
    Una mattina più del cazzo non potevano prevederla: fredda, grigia, deserta. La prospettiva è quella di partire per la montagna con tutta la truppa. Ok non è male, ma un raggio di sole non mi avrebbe fatto schifo.
    Beh, comunque mi butto addosso una giacca e un paio di copripantaloni anti acqua e vado in cortile.
    La moto parte subito, obbediente.
    Dopo venti secondi porto il filo dell'aria a posizione di mezza e aspetto altri trenta secondi. Poi ingrano schiacciando il selettore in basso.
    La marcia entra bene ed esco in strada.
    Il fondo è umido e scivoloso e devo fare i conti con questo paio di gomme tassellate con le quali non ho ancora approfondito la conoscenza, sebbene ci giri da un mesetto.
    Mi aiuta il fatto che in giro non c'è un'anima. Niente male ragazzi.
    Tiro un po' di più sul pavè di Via SanVittore e sento le molle progressive della forcella rispondere con prontezza.
    Freno con prudenza e riprendo scalando marcia: è comunque una signora di ventitre anni, devo avere rispetto.
    Ma non sembra spaventarsi per un paio di sgasate, e risponde bene. Le rotaie del tram mi fanno una pippa e dalla mia seduta bella alta, mi sembra di poter passare sopra a tutto quello che c'è per strada, comprese le panchine.
    Nel deserto urbano delle dieci del mattino del primo dell'anno, incontro pure il Garella, fuori per un caffè.
    E' un inizio dell'anno come gli altri, tutto sommato. Anche se sono a cavallo di un'altra moto, una nuova entrata in famiglia (e non è lo scooter di Pietro).
    Non soppianterà ne sostituirà nulla, non sarà "la nuova", nè tradirà tradizioni e antichi ed inossidabili amori.
    E' un'altra moto.
    Diversa, tra l'altro.
    Molto diversa dalla mia Road King 1340.
    Mi consentirà di fare tutta una gamma di cose che non avrei mai potuto fare con lei. E poi è bella, antica, essenziale.
    Elementare e semplice, si aggiusta con un martello. Semplice e guidabile, anche se non è poi così leggera come ci si potrebbe immaginare.
    Una nuova moto. Una nuova amica con cui provare nuove cose e nuove strade.
    Farò un po' per uno, a seconda della meta, della voglia, della sensibilità.
    E' quasi ora di rientrare a casa, la Polar deve essere caricata di roba per la montagna.
    Riaccendo e parto.
    Nelle braccia e nella schiena sento che con questa nuova moto sono ancora molto lontano dalle sensazioni e dall'intimità che ho ed avrò sempre con la mia Harley.
    Ma credo che le darò questa chance. Senza fretta, senza troppe aspettative.
    Solo con il piacere di guidare qualcosa di diverso.

    A proposito, è questa...... R80 G/S Paris Dakar

    picche.pistoni.piccolo.JPG:


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